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LARGO AI GIOVANI

Articoli

Un po’ di tempo fa, durante i nostri incontri periodici nel Laboratorio di Lettura e Formazioni Psicoanalitica, abbiamo parlato di un tema che definirlo di attualità è dire poco. Il tema recava il titolo di “Largo ai Giovani”. Già questo la dice lunga sulla portata della tematica.

La conversazione della sera comincia con il racconto, riportato da una nipote oramai grande, intorno alla figura di una nonna- sapete quelle nonne di una volta - che passeggia nel cortile della propria abitazione, dove vi è un cancello sempre aperto, attraverso il quale è possibile entrare ed uscire “liberamente”. L’allora nipotina giuoca, con i propri amichetti, a rincorrersi nell’ampio prato, entrando ed uscendo da quel cancello in ferro battuto. Succede che i bambini, quando corrono, lo facciano a “perdi fiato” e, non guardando dove vanno, sfidano gli ostacoli che incontrano nel loro cammino. Durante una di queste corse libere e sfrenate, questi bambini finiscono per evitare, all’ultimo istante, di travolgere Nonna Lina, (questo è il nome), la quale sta tranquillamente passeggiando negli stessi loro spazi di giuoco. Nonna Lina, forse divertita e compiaciuta, si lascia sfuggire un “LARGO AI GIOVANI” e, così dicendo, continua ad andarsene, anch’essa liberamente, per la propria strada.


Due generazioni, tra loro molto lontane nel tempo, s’incontrano nella stessa strada, senza per questo travolgersi. Nonna Lina non sente minaccia da quell’incontro, ma continua a seguire il proprio cammino, il proprio desiderio, senza per questo escludere o disconoscere il desiderio della nipote e dei propri amichetti. In quel passaggio, anzi, Nonna Lina sottolinea questo particolare con quel “Largo ai Giovani” che rappresenta, da un lato, un riconoscimento e, dall’altro, un atto d’amore. Nonna Lina ha suscitato, da subito, le simpatie di tutti i partecipanti alla conversazione.


Ciò che attira ancora l’attenzione è questo grande cortile dai confini non imposti, con un cancello sempre aperto dove si può scegliere se entrare o uscire, e ove ciascuno può esplorare le proprie distanze. Siamo dentro a un contesto in cui il desiderio ha l’opportunità di esercitare la propria domanda, la propria funzione formativa e regolatrice di un godimento sfrenato che può portare alla sopraffazione dell’altro e, quindi, di sé stessi. Qui nessuno è travolto, ognuno riesce a vivere il proprio spazio ed il proprio tempo, pur calpestando lo stesso terreno. E’, a mio avviso, un grande esempio di Civiltà e di Amore. In tale evento, a nessuno viene in mente d’imporre una strada presupponendo che sia l’unica giusta ed incontestabile. Perché la sola strada percorribile è quella che ognuno sceglie e desidera nell’esercitare la propria singolare libertà di pensiero, parola e, in questo esempio, di “corsa gioiosa”.


“Largo ai Giovani!!!”, “Largo al Soggetto!!!”.


Maurizio Forzoni

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